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COMUNICATO STAMPA
1 CONGRESSO VIRTUALE SOI - SIMPOSIO SOI: LA DOPPIA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA
31 maggio 2020

Il presidente SOI, Matteo Piovella: le tecnologie ci permettono di curare l’occhio come mai prima d’ora

C’è stata una doppia rivoluzione tecnologica per gli  strumenti a disposizione per salvaguardare la vista. Una rivoluzione che non si può e non si deve ignorare perché ha permesso un balzo enorme. E per la quale non ci deve essere un limite economico. Perché non ci devono essere ostacoli all’aumento di capacità di diagnosi e alla riduzione del numero delle complicazioni. Questo è stato ribadito durante il Primo Congresso digitale Soi che si sta svolgendo dal 29 al 31 maggio tramite l’utilizzo della piattaforma Treccani. E proprio sulla traccia della modernità, del cambiamento, del progresso, prosegue rendendo possibile il confronto tra oltre 7 mila medici oftalmologi. “L’evoluzione che noi abbiamo avuto negli ultimi 15 anni è paragonabile a quella tra il primo volo fratelli Wright all’atterraggio e alla passeggiata di Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna” - spiega Matteo Piovella, Presidente della SOI ad askanews. “C’è stato un improvviso esplodere di tecnologie, perché per decenni siamo stati abituati a un mondo che cambiava poco. Gli strumenti a disposizione per salvaguardare la vista delle persone per decenni sono rimasti inalterati. Ma poi cosa è successo? Prendiamo la chirurgia della cataratta, molto evoluta con l’introduzione delle nuove tecnologie. Sono migliorati in primo luogo i risultati. Oggi noi abbiamo la possibilità di studiare l’occhio come non si poteva prima”.

 

Molto è cambiato da quando con l’oftalmoscopio si guardava il fondo dell’occhio, alla ricerca delle principali informazioni. “Adesso abbiamo strumenti raffinatissimi che in un 100º di secondo ci danno delle immagini”, aggiunge il presidente della Soi.

Oltretutto - precisa Piovella-, ci offrono le sezioni dell’occhio come fare una tac, ci dicono di che intensità è la cataratta e ci fanno tutte le diagnosi della funzionalità della retina. Ci danno un risultato pratico tangibile. Se abbiamo una chirurgia della cataratta, che in sintesi vuol dire poter sostituire la lente naturale dell’occhio, che progressivamente diventa opaca, con un cristallino artificiale che in sostanza vuol dire una micro lente, noi abbiamo un’opportunità incredibile che fino a pochi anni fa non era possibile utilizzare. Abbiamo capito con semplicità che dobbiamo sostituire una parte che non funziona più”.

Ma rivoluzione nella rivoluzione, “se la tecnologia ci assiste, possiamo sostituire la parte che non funzionava con una parte ancora più efficiente, ancora più capace di funzionare rispetto a quello che ci aveva dato la natura”, sottolinea Piovella. Spariscono tutti i difetti di vista che penalizzano la vista delle persone. “Pensiamo a una persona molto miope, o astigmatica, o una persona comunque che se non metti un paio di occhiali non riesce nemmeno ad orientarsi in una stanza. Le persone che vedono bene da lontano possono essere obbligate a mettersi gli occhiali per leggere un libro dopo i cinquant’anni. Nello stesso intervento, che consiste nel rimuovere il cristallino opaco e sostituirlo con un cristallino trasparente ad alta tecnologia, posso non solo azzerare la cataratta, ma anche eliminare tutti i difetti di vista che magari il paziente ha dovuto sopportare per tutta la vita. Chi anche con gli occhiali vedeva male perché aveva un difetto molto elevato, adesso dopo un’operazione di cataratta grazie alla tecnologia avanzata non ha più bisogno di dipendere da una correzione con gli occhiali. È veramente una rivoluzione”. Ovvero il passaggio da una popolazione che nella stragrande maggioranza presenta difetti di vista o difficoltà nel mettere a fuoco da vicino, a una popolazione che dopo i cinquanta vede migliorare significativamente la propria percezione del mondo attraverso lo sguardo.

Ci sono oggi delle apparecchiature che analizzano tutta la curvatura della nostra cornea, che sono in grado di analizzare e sintetizzare tutti i 10 strati di cui è composta la retina, con con una precisione di un millesimo di millimetro e una risoluzione di un millesimo di millimetro. “Fare la stessa cosa a occhio nudo è ovviamente impossibile”, sottolinea il presidente Soi. “Abbiamo delle apparecchiature che automaticamente, senza che noi interveniamo danno una misurazione con una precisione assoluta della pressione dell’occhio, che è uno dei sintomi principali, quando è presente una delle malattie più subdole: il glaucoma. Abbiamo sempre questi apparecchi che misurano lo spessore della retina che sono indispensabili per attivare le terapie della maculopatia. Noi possiamo fare le iniezioni ai pazienti solo quando abbiamo questi strumenti che ci dimostrano con precisione assoluta lo stato della retina. E anche per la cataratta, per avere un cristallino costruito su misura in maniera adeguata, dobbiamo attivare una quantità importante di tecnologie nuove che prima non esistevano e che sono fondamentali e necessarie per ottenere il risultato di cui parlavamo”.

Ma per riuscire a dare delle misurazioni così precise, per far riuscire l’intervento in pieno, e non avere difetti residui, il cristallino deve essere stato misurato con grande qualità. Da qui la necessità di più tecnologia e di una spesa giustificata per la sanità pubblica. “È illogico parlare prima di diritto a curarsi, vincolando il diritto alle cure alle risorse che decidi di voler impegnare” spiega Piovella. “Ci sarà sempre possibilità di dire che non ci sono risorse. Ma se si vuole garantire un diritto a tutti, bisogna garantirlo. Anche se i costi della sanità aumentano. Non si può pensare di risparmiare arruolando meno medici o dando una cura che costa meno. La cura che noi dobbiamo dare è e deve essere sempre la cura migliore”.






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