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Intravitreali: il Consiglio di Stato da ragione a SOI e distrugge la determina AIFA del 23 giugno 2014
16 gennaio 2017

TERAPIE INTRAVITREALI:

CON UNA SENTENZA DEFINITIVA IL CONSIGLIO DI STATO HA CERTIFICATO LA CORRETTEZZA DELLE INDICAZIONI E  AZIONI SOSTENUTE DA ANNI DALLA SOI.

E’ STATA DEFINITIVAMENTE DISTRUTTA LA DETERMINA  AIFA DEL 23 GIUGNO 2014 PROMULGATA CON LA DISCUTIBILE 

COMPLICITA’ DEL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’.

GLI ERRORI DI AIFA HANNO IMPEDITO (ED IMPEDISCONO OGGI) A 100.000 PAZIENTI AFFETTI DA MACULOPATIA DI ACCEDERE ALLA GIUSTA TERAPIA.

PER QUESTE RAGIONI, LA SOI CONTINUERA’ A MONITORARE SIA LA DENUNCIA GIA’ PRESENTATA NEI CONFRONTI DEI RESPONSABILI DI AIFA ALLA CORTE DEI CONTI (L'AVVOCATURA DELLO STATO HA INDIVIDUATO A SUO TEMPO DANNI PER UN IMPORTO DI 1.200.000.000,00 EURO), SIA GLI ULTERIORI  RILEVANTI DANNI EMERGENTI: 

IL TUTTO A TUTELA DEI PAZIENTI AFFETTI DA PATOLOGIE OCULARI

Finalmente una sentenza che rimette le cose al posto giusto, frutto di Giudici che sanno fare bene il loro mestiere e con coraggio: il coraggio di evidenziare quali siano gli effetti devastanti derivanti dallo scarso senso di responsabilità mostrato da chi ha il compito di dettare le regole e da chi ha il dovere di esercitare l’indispensabile funzione di controllo.

Si pensi al grave danno subito dai 100.000  pazienti a cui, nel frattempo, è stato negato il diritto di accesso alle cure: un diritto costituzionalmente garantito.

La nuova sentenza del Consiglio di Stato impone importanti  riflessioni e valutazioni sulle differenti situazioni che si sono determinate e sui ruoli assunti dai singoli. Con essa i Giudici hanno demolito una delle più odiose determine di AIFA: finalmente anche in Italia, esattamente a come accade nel mondo, ogni farmacia adeguatamente attrezzata (e non solo le farmacie ospedaliere …) ha il diritto di frazionare i farmaci anti-VEGF.

Più precisamente i Giudici affermano:
Correttamente, infatti, l’appellante ha rilevato che il discrimine può fondarsi sulle attrezzature di cui sono dotate le farmacie pubbliche e private, ma non sulla loro natura pubblica o privata, in quanto essa non implica di per sé la maggiore qualificazione professionale e la maggiore sicurezza nel compimento dell’attività tecnico professionale, che deve necessariamente rispondere ai medesimi standard di qualità.

Sicché la garanzia di sterilità non può giustificarsi con la sola natura ospedaliera della farmacia incaricata del confezionamento del prodotto, ma, semmai, con la previsione delle necessarie dotazioni tecniche e metodiche da utilizzarsi, ritenute idonee a scongiurare la contaminazione del prodotto durante la lavorazione”.

Tutto qui? Assolutamente no!

Negli ultimi 10 anni, per questa triste vicenda sono stato oggetto di pressioni e veri e propri linciaggi mediatici e giuridici: fra le altre, sono stato oggetto di denunce per calunnia in conseguenza di quanto correttamente affermato nel corso di una diretta radio-televisiva e mi hanno richiesto 5 milioni di euro di danni.

Nel corso di questi ultimi tempi le azioni che ho personalmente seguito per eliminare questa intollerabile limitazione all’accesso alle terapie intravitreali sono state moltissime e nei confronti di tutti gli organi istituzionali interessati: i Ministri della Salute, i Direttori dell’AIFA, la Presidenza dell’Istituto Superiore di Sanità, il Presidente dell’Anti Corruzione Raffaele Cantone, il Procuratore della Corte dei Conti di Roma.

Il tutto per ottenere il superamento dell’inserimento irrazionale, scorretto ed ingiusto, dei farmaci anti VEGF alla famigerata fascia H: il che, ovviamente, ne limita l’uso solo nell’ambito esclusivamente ospedaliero.

E’ arrivato il momento di porre fine a questa farsa.

A breve ci sarà un nuovo incontro con il nuovo Direttore dell’AIFA per porre fine a tutta la questione, attraverso l’adozione delle indicazioni che sono state messe a punto al Ministero della Salute il 5 dicembre 2016: una riunione fiume senza esclusione di colpi.

Tutto questo deve far riflettere.

SOI ha portato avanti da sola una battaglia di diritto e di giustizia nell’interesse di tutto il mondo della visione: una battaglia a difesa del diritto di accesso alle terapie a tutela dei pazienti e del diritto-dovere dei medici oculisti di utilizzo – secondo scienza e coscienza – delle terapie off label.

Occorre lottare con forza e determinazione per consentire a tutti i colleghi oftalmologi di esercitare la propria professione con il massimo riconoscimento di dignità nel rispetto della loro professione e della funzione essenziale che svolgono a favore della collettività. Occorre lottare uniti e con forza per rigettare il tentativo di ridimensionamento in atto nei confronti delle eccellenze chirurgiche e terapeutiche, queste si reali, che sono il pilastro dell’oculistica in Italia.

                                                                                                              Matteo Piovella
                                                                                                               Presidente SOI






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