Occhio secco: quando le lacrime sono scarse | Patologie | SOI
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Occhio secco


QUANDO LE LACRIME SONO QUALITATIVAMENTE O QUANTITATIVAMENTE SCARSE
 
L’occhio secco (dry eye) rappresenta una situazione patologica caratterizzata da alterazione quantitativa o qualitativa delle lacrime con conseguente danno della superficie oculare esposta ed associata a sintomi di discomfort. Si tratta di una patologia di frequente osservazione con un’incidenza aumentata negli ultimi anni. Le cause che possono condurre all’insorgenza dell’occhio secco sono molteplici, perciò si è soliti distinguere forme da ridotta produzione lacrimale e forme da eccessiva evaporazione. Considerando le prime si distinguono forme associate a sindrome di Sjogren e non, queste ultime secondarie a deficit lacrimale, ad ostruzione del dotto della ghiandola lacrimale e ad iposecrezione riflessa.
 
La sindrome di Sjogren rappresenta una malattia autoimmune in cui si verifica una distruzione delle ghiandole esocrine con interessamento prevalente di ghiandole lacrimali e salivari con conseguente iposecrezione amplificata poi da un blocco neurosecretorio potenzialmente reversibile mediato da citochine infiammatorie secrete localmente e dirette contro i recettori muscarinici delle ghiandole. Si distingue una forma primaria in cui si manifestano i sintomi classici (secchezza oculare ed orale) e una forma secondaria con sintomi identici alla primaria ma con le caratteristiche di una vera e propria patologia sistemica autoimmune (artrite reumatoide o lupus eritematoso sistemico).
 
Tra le forme di occhio secco non associate a s. di Sjogren vi è l’insufficienza primaria e secondaria della ghiandola lacrimale, l’ostruzione dei dotti ghiandolari e l’iposecrezione riflessa.
 

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