Glaucoma: quando aumenta la pressione dell'occhio | Patologie | SOI
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Glaucoma

QUANDO AUMENTA LA PRESSIONE DELL’OCCHIO
 
Con il termine glaucoma si identifica un gruppo di patologie oculari a carattere multifattoriale che si manifestano con la caratteristica triade: innalzamento della pressione intraoculare, fenomeni degenerativi a carico della testa del nervo ottico ed un progressivo deterioramento del campo visivo, sebbene esistano delle forme di neuropatia glaucomatosa senza evidenza clinica di ipertono oculare (glaucoma a pressione normale).
 
In condizioni normali, i valori della pressione intraoculare (IOP) oscillano tra 12 e 20 mmHg, e dipendono essenzialmente dall’equilibrio tra la quantità di umore acqueo prodotta in maniera continua dalla pars plicata del corpo ciliare e quella smaltita attraverso il trabecolato a livello dell’angolo camerulare.
 
Essenzialmente tale condizione oculare consegue a turbe della circolazione dell’umor acqueo, riconducibili nella maggior parte dei casi ad un rallentamento/impedimento del deflusso dell’umor acqueo, meno frequentemente ad un incremento della produzione dello stesso, entrambe esitanti in ipertono oculare.
 
Il glaucoma è fondamentalmente distinto in: glaucoma ad angolo aperto, glaucoma ad angolo chiuso e glaucoma congenito.
Da un punto di vista patogenetico, nel glaucoma ad angolo aperto l’incremento della pressione intraoculare è causato dall’aumento delle resistenze nelle vie di deflusso, mentre in quello ad angolo chiuso l’ostruzione al deflusso è dovuta alla chiusura dell’angolo della camera anteriore da parte della radice iridea.
 
Il glaucoma primario ad angolo aperto (POAG), o glaucoma cronico semplice è attualmente considerato la II causa di cecità nei paesi industrializzati dopo la degenerazione maculare senile, rappresentando circa il 5-25% dei casi; inoltre è la forma di glaucoma più comune, costituendo circa il 60-70% del totale.
 
Il POAG, indicato anche come glaucoma cronico semplice, è caratterizzato da: esordio in età adulta-avanzata, pressione intraoculare (IOP) > 21 mmHg, angolo camerulare aperto o di aspetto normale, escavazione papillare e riduzione del campo visivo.
Si tratta di una malattia cronica, lentamente progressiva, generalmente bilaterale, a esordio insidioso, che colpisce entrambi i sessi in uguale misura.
 
Ad oggi sono stati riconosciuti numerosi fattori di rischio associati all’insorgenza della malattia: l’età adulta, razza nera, la familiarità, la miopia elevata e le alterazioni circolatorie.
Tuttavia attualmente il fattore di rischio considerato più importante è l’ ipertono oculare, che rappresenta anche l’unico su cui è possibile intervenire per modificare l’evoluzione naturale della malattia.


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